IMIsound

music from the heart of the mediterranean (and beyond)

Salve a tutti non so quanti di voi è iscritto alla SIAE e abbia avuto voglia di avere un nome d'arte. Bene state attenti perchè la mia storia potrebbe interessarvi.Allora ad aprile di quest'anno ho chiesto di poter avere un mio nome d'arte Erio, perchè nell'ambito musicale e non solo mi conoscono così. A questo punto chiedo cosa devo fare per aver inserito nella mia scheda personale questo nome d'arte.Con mio stupore la prima cosa che bisogna fare è un bel versamento di 59.60 euro ovviamente all'ufficio competente della SIAE, poi mi si chiedeva una documentazione per dimostrare effettivamente che nell'ambito artistico venivo conosciuto con il nome di ERIO(cioè anche solo una pagina web). Mando tutta la documentazione che credevo fosse necessaria e sufficente via fax. Dopo 2 giorni per mia curiosità telefono all'uffico competente chiedendo se tutto quello che avevo mandato era sufficente ed era corretto. Ma quì c'è la prima sorpresa, mi dicono che tutto quello che avevo mandato cioè pagine web dove avevo messo i miei brani dove c'era la mia biografia e cose simili non andavano bene, perchè era necessario almeno un intervista dove si evincesse che mi siconosceva con il mio nome d'arte. Allora per fortuna in quei giorni mi avevano fatto l'intervista proprio su IMISOUND (grazie Balconaggio!) :-) mando l'intervista richiamo per sapere se andava bene, ma per loro non andava bene perchè nell'intestazione dell'intervista doveva esserci anche il mio nome vero poi in ARTE ERIO. Allora mi affretto a far modificare l'intestazione dell'articolo e lo rimando nuovamente alla SIAE. Bene adesso inizia il bello perchè prima mi dicono che l'intervista l'avevo fatta da solo perchè nel fax si capiva così; allora cerco di farli ragionare mandndogli direttamente il link dell'intervista, finalmente capiscono che non mi ero auto intervistato :-) ed accettano la documentazione, che faranno vedere al più presto al direttore. Pensate ancora nei primi giorni di giugno non avevo avuto nessuna notizia,allora per l'ennesima volta chiamo l'ufficio competente, ed ancora una volta mi si dice che non va bene la documentazione. Allora domando perchè ma la segretaria non sa che rispondermi perchè l'aveva deciso tutto il direttore. Io ormai esasperato chiedo di parlare direttamente con il direttore (dato che per giunta nessuno mi aveva detto nulla e se probabilmente non avessi chiamato ancora oggi non avrei avuto nessuna risposta) Quindi do alla segretaria il mio numero di telefono sperando di essere ricontattato. Passano altre 2 settimane nessuna notizia allora richiamo per non so più quante volte l'ho fatto! :-) sempre la stessa signora alquanto annoiata e nervosa che mi ripete che il direttore non c'è non sa quando verrà. Io ovviamente le ripeto di aver una certa fretta di capire cosa vogliono di più di quello che gli avevo fornito, la signora ormai stanca delle mie parole mi saluta dicendo che tra qualche giorno il direttore si sarebbe fatto sentire di sicuro. Ovviamente non è successo così richiamo ma questa volta appena sentito la mia voce cade la linea allora riprovo, ma non risponde più nessuno. allora ritento il giorno dopo credendo in qualche difetto di linea ma accade la stessa cosa. A questo punto qualche dubbio mi è venuto così ho chiamato un mio caro amico avvocato e gli ho fatto scrivere una letterina l'abbiamo mandata per fax, voi non ci crederete dopo 1 ora esatta la segretaria ha contattato il mio amico dicendogli che il mio nome d'arte era stato accettato il giorno prima e che avevano tentato più volte di contattarmi (non so in che vita) che mi avevano mandato anche per email il documento dell'avvenuta autenticazione ed era anche stato mandato l'originale a casa! Adesso dopo tutto questo bel racconto ch'è stato molto riassuntivo... Infondo non è che ci vuole molto a farsi rispettare dalla SIAE basta avere un amico AVVOCATO! fate voi le vostre conclusioni e GIUDICATE.

BUONA MUSICA A TUTTI!

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MHA! credo che gli artisti in questo paese valgano molto poco. Solo quelli che hanno milioni di euro nel proprio conto (scusate il gioco di parole) contano. Ovviamente a questi pseudo artisti conviene lasciare le cose come stanno perchè potrebbero anche andarci di mezzo i loro interessi!

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sì, probabilmente hai ragione, ma le cose si possono fare anche senza i big. intanto sono più numerosi i non big, e mandare una mail ai parlamentari non è così astruso... ;•)

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Grazie per l'informazione, utile e incoraggiante anche se poi dobbiamo vedere appunto dove va a finire questa proposta. Quello che sarebbe interessante, secondo me, sarebbe di capire esattamente cosa è che gli artisti indipendenti vorrebbero cabmbiato e vedere in quanti punti si può stendere una proposta nostra - seria e anche accettabile. Poi facciamo una petizione online ben organizzato, raccogliamo le firme e cerchiamo l'appoggio di qualcuno che poi la presenta a chi di competenza. Lo so, è un pò idealistico, ma non c'è niente da perdere e sarebbe interessante comunque vedere fino a che punto possiamo arrivare con le firme se tutti si mettono d'impegno, o no?

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non male come idea! intanto ci sarebbero effetti benefici collaterali anche in caso di fallimento dell'obiettivo principale.
se ti riferisci alla proposta di legge di belisario é facile monitorarla su openpolis dove ci sono tutti i riferimenti possibili a testo percorso, stato dell'arte, attività dei proponenti (io sto belisario non so chi sia ma, del tutto superficialmente e frivolamente mi piace perchè ha il cognome simile al nome vero di un cantante) per il resto disponibili!

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novità all'orizzonte, belle brutte, giudicate voi:
http://www.guidoscorza.it/?p=930

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ma questi quando vorranno capire che i tempi sono cambiati?!! quindi adesso se voglio scaricare legalmente un brano di un artista qualsiasi sono OBBLIGATO a farlo attraverso il nuovo MEGASITO della SIAE? e crediamo di fare progressi?

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BHA!!... Che dire il problema come sempre è tutto italiano infatti gli altri paesi tutti questi problemi del diritto d'autore non mi sembra che ci sia... basti pensare a Last fm che in quasi tutto il mondo è gratuita quì bisogna pagare la tassa per usufruirne anche se qulcuno ha risolto!! :-) http://sanniolug.org/blogs/misdur/risoltolastfm-gratis-dall039itali...... P. S. La gente si inventa di tutto per evitare di pagare!! ;-D

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last é free solo in uk usa e germania che io sappia e io non gli pago una cippa lippa, quando ho finito l'ascolto della radio (che non uso quasi mai) se proprio mi apro un'altro account, ci sono radio ben migliori, quella di Imi ad esempio he he!
tornando alla siae come per il resto d'altronde, si conta di far cassa sui disinformati o i pavidi, come il canone rai...
insomma l'accesso all'informazione é vitale! buah buah! ;•)
domani ci vergogneremo di aver consegnato le nuove generazioni ad un regime autoritario, ma se non facciamo nulla ora sarà vergogna giusta.
ferie o no, la libertà deve essere difesa ora, dopo sarà tardi.
proviamoci almeno...
http://dirittoallarete.ning.com

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Veramente robe dell'altro mondo!

Inaccettabile...

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questo un comunicato che viene letto da dicembre negli spettacoli in giro per la penisola:
Prendiamo la parola con l’identità che spesso non ci viene riconosciuta: quella di lavoratori dello spettacolo. In Italia siamo più di 200.000: precari, intermittenti, e non tutelati in materia di diritti e di garanzie sociali. Questo sistema rischia di essere ulteriormente danneggiato da un taglio del 30% al Fus, fondo unico per lo spettacolo, risorsa fondamentale del settore e di tutti quelli che ne fanno parte: artisti, tecnici e anche voi pubblico.



Tagliare senza un progetto di rilancio significa mettere a rischio tutte le realtà produttive, soprattutto le più piccole che spesso rappresentano l’eccellenza artistica italiana.



Chiediamo non solo il ripristino delle risorse destinate allo spettacolo, ma soprattutto una profonda riforma del sistema e delle regole che lo governano per una distribuzione più equa e trasparente.



Vi chiediamo di unirvi a noi per aiutarci a ritrovare una coscienza di categoria e restituire dignità sociale alla nostra professione.



Un paese che si rifiuta di investire nella cultura e nell’arte non risparmia ma diventa inevitabilmente più povero. Una comunità che va a teatro, al cinema, ai concerti e che legge, acquisisce sempre più strumenti per scegliere, partecipare e immaginare.

E’ una comunità che si assume la responsabilità diretta della democrazia.



Forse l’arte non è la cosa più importante al mondo ma provate a immaginare un mondo senza arte.

Grazie.

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tanto per restare in argomento:
Fus: proteste contro l'affondo del governo
Lucia Alessi
[21 Luglio 2009]
Si è riunito ieri davanti a Montecitorio tutto il mondo della cultura italiano, per protestare contro gli ultimi tagli del decreto economia che riporta il Fus alle cifre degli anni '80

«È dovere di ogni cittadino contribuire alla crescita del proprio paese, e questo vale anche per noi». A parlare è Félicité Mbezelé, attrice originaria del Camerun e in Italia da 19 anni, e regista dello spettacolo «Che aria che tira, nel paradiso dei disperati», in scena lo scorso fine settimana presso il teatro San Luca a Roma.
Una rivisitazione in chiave ironica del popolare talk show di Fabio Fazio «Che tempo che fa», con una puntata interamente dedicata al tema dell’immigrazione, in cui la conduttrice alternerà cinque interviste per altrettanti attori, tutti di origine africana, portando sulla scena il punto di vista ironico e a volte disincantato di alcuni migranti sulla società italiana, che attraverso l’umorismo è stimolata a prendere coscienza della sua identità multiculturale, multietnica e in continua evoluzione.
«La campagna mediatica contro gli stranieri in questi ultimi mesi ha raggiunto dei toni tanto preoccupanti, che non sapevo se piangere o se ridere. Ho scelto la seconda», sfatando con pungente ironia molti luoghi comuni sull’immigrazione e mostrando il contributo positivo che l’immigrato può apportare al nostro Paese, sia dal punto di vista culturale che economico.
Un teatro che attinge alla cultura classica del teatro africano, guardando però all’Italia e alle tante problematiche che riguardano il mondo dell’immigrazione, ma anche quello della cultura, come hanno evidenziato gli attori stessi aprendo lo spettacolo con un comunicato contro i tagli del fondo unico per lo spettacolo [Fus] dello scorso maggio.
E la loro protesta si è sommata a quella di molti altri colleghi ieri in piazza Montecitorio, dove il mondo della cultura e dello spettacolo italiano si è dato appuntamento per protestare contro l’ultimo scempio della scure tremontiana. Palloncini neri a lutto, esibizioni di musica classica di un gruppo di musicisti del teatro dell’Opera di Roma, e soprattutto tanta gente in piazza e interventi di sindacati e associazioni di settore, nonché molti volti noti del cinema, del teatro e della tv, oltre a musicisti, ballerini, coreografi, autori, sceneggiatori e maestranze di tutti i settori: da Mariangela Melato a Luca Zingaretti, da Carlo Verdone a Silvio Orlando, e poi Moretti, Maselli, Ghini, Ettore Scola. Grande la partecipazione anche dei sindacati e delle associazioni di settore come l’Anac, l’Agis, la Federazione attori italiani, gli Artisti riuniti, i Cento autori, Articolo 21. Per tutti un unico messaggio e un unico obiettivo: far arrivare la propria voce al governo, ottenere sostegno per investire e produrre cultura, avere coraggio e prendere iniziative di protesta, le più efficaci e incisive possibile. «Siamo i lavoratori dello spettacolo – si legge in un documento unitario distribuito in piazza – da oggi, una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri paesi europei. Perché il governo Berlusconi sta azzerando il finanziamento previsto per il Fus 2009. Dai prossimi mesi – prosegue il documento – si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti. Ci sarà meno lavoro, meno idee, in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa. Noi – continuano artisti e intellettuali – siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere – conclude il documento – il diritto del paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome».
Sostegno alla manifestazione è giunto anche da registi come Mario Monicelli, che lamenta: «Sono 50 anni che protestiamo e chiediamo più risorse. Sarà la decima volta che vengo qui perché tutti i governi, nel tempo, sono stati e sono contro il cinema e la cultura, forse perché questi ultimi non sono loro favorevoli. Oggi – ha continuato – sono qui per esprimere solidarietà ai miei compagni e colleghi, agli autori. Per chiedere, insieme a loro – ha concluso il regista – più ossigeno per il cinema e la cultura del nostro paese».
La decisione del governo mette dunque a repentaglio centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro [duecentomila, secondo una stima fornita da FederCulture], panorama preoccupante che ha spinto alcuni artisti a proporre il boicottaggio del festival di Venezia, anche se i più preferiscono utilizzarlo come vetrina mediatica per propagare la protesta.
«Tagliare senza un progetto di rilancio significa mettere a rischio tutte le realtà produttive – recita il comunicato ufficiale – soprattutto le più piccole che spesso rappresentano l’eccellenza artistica italiana», denunciando un taglio di 130 milioni, circa il 30 per cento del FUS, passando dai 567 milioni del 2008 ai 378 previsti dal decreto economia per il 2009, con una riduzione complessiva di 550 milioni di euro per il triennio 2009-2011.
In piazza anche Ascanio Celestini, che propone ai colleghi di farsi autori di un progetto culturale da proporre per il Piano regolatore culturale, che, per lo meno a Roma, punti sui teatri di cintura, come luogo di incontro e di condivisione, coinvolgendo le scuole, le persone e il territorio.
La protesta proseguirà con il boicottaggio della conferenza stampa, prevista il 30 luglio a Roma, di presentazione della mostra del cinema di Venezia.

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